Incrociare la strada di ragazzi nepalesi, pakistani, bengalesi, di famiglie kosovare e di triestini senza fissa dimora è stata un’intensa esperienza resa possibile da ResQ. È infatti terminata da poco la settimana di volontariato al Centro Diurno di Trieste di Giovanna e Sara, due volontarie dell’Equipaggio di Terra di Novate. Dal 2023 ResQ è attiva nella città di frontiera, in particolare a Trieste dove arrivano i migranti dalla rotta balcanica con un progetto che si affianca alle realtà locali per rispondere ad una crisi umanitaria ai confini dell’Europa.
Nella settimana di volontariato passata tra bicchieri di the caldo, partire a carte, lezioni di italiano, chiacchierate, servizio lavanderia per chi non ha una casa le due volontarie al Centro Diurno hanno dato un supporto alle associazioni locali che tutti i giorni tengono aperto e operativo il centro, ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà, Comunità di San Martino al Campo, Save the Children, Linea d’Ombra, Donk. Qui si accoglie ogni giorno chi arriva a piedi dopo mesi o anni di viaggio, i migranti della rotta balcanica che si incrociano con i residenti che frequentano il dormitorio, in un clima di speranza e di gratitudine per il supporto che si riceve.
Per ResQ Trieste non deve essere solo un punto di passaggio invisibile, ma un luogo dove i diritti e la dignità umana vengono ripristinati. Il Centro Diurno è un “porto sicuro” per tutti gli “invisibili” che vengono accolti. ResQ organizza regolarmente turni di volontariato della durata di una settimana e chi vuole saperne di più e proporsi come volontario può inviare la sua candidatura tramite questo form.
