Lettera al Presidente Draghi: “Difendiamo il soccorso in mare”.

L'immagine mostra il titolo di un articolo di Repubblica:
A seguito dell’ultimo, tragico naufragio che รจ costato la vita a centinaia di persone, abbiamo deciso – insieme a tutte le altre organizzazioni impegnate nella ricerca e soccorso in mare – di scrivere una lettera a Mario Draghi, chiedendo un incontro urgente per valutare iniziative concrete per porre fine a queste stragi. Ecco il testo dell’appello, pubblicato il 26 aprile anche su La Repubblica.

๐†๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐Œ๐š๐ซ๐ข๐จ ๐ƒ๐ซ๐š๐ ๐ก๐ข,

dopo lโ€™ennesima tragedia occorsa nel Mediterraneo giovedรฌ scorso, crediamo indispensabile chiederle un incontro urgente. Ogni volta che si ripete un naufragio speriamo che sia lโ€™ultimo. Anche la tragedia di questi giorni poteva molto probabilmente essere evitata.

Nelle oltre 24 ore trascorse tra la prima segnalazione di Alarm Phone e il consumarsi della tragedia, la Ocean Viking ha atteso un intervento delle autoritร  marittime che coordinasse le operazioni, ma nonostante le autoritร  italiane, libiche e maltesi fossero tenute costantemente informate, questo coordinamento non cโ€™รจ stato, o almeno non ha coinvolto lโ€™unica nave di soccorso presente in quel momento. Che questa mancanza sia stata fatale รจ sotto gli occhi di tutti: oltre cento persone hanno perso la vita.

Questa, presidente, รจ la realtร  del Mediterraneo. Dal 2014, piรน di 20.000 uomini, donne e bambini sono morti o scomparsi nel Mediterraneo centrale, che conferma il suo triste primato di rotta migratoria piรน letale al mondo. Nessuno degli accordi e provvedimenti adottati dagli Stati, dopo la fine dellโ€™operazione Mare Nostrum, รจ mai riuscito a far diminuire il tasso di mortalitร . Da allora le Ong hanno cercato di colmare il vuoto lasciato dagli Stati, ma in assenza di un coordinamento centralizzato, tempestivo e coerente di ricerca e soccorso, tragedie come quelle di giovedรฌ scorso sono le conseguenze da portare collettivamente sulla coscienza.

Per alcuni anni, lโ€™intervento delle navi di soccorso civile รจ stato accolto con riconoscenza dalle autoritร  italiane ed europee, con le quali abbiamo collaborato in modo continuativo ed efficace per ridurre la mortalitร  nel Mediterraneo. Poi le cose sono cambiate: i governi hanno ritirato le loro navi e cessato di coordinare i soccorsi. Le persone, invece che essere soccorse e condotte in un porto sicuro, come vorrebbe la normativa marittima internazionale, hanno iniziato ad essere riportate dalle autoritร  libiche in Libia, dove sono vittime di detenzioni arbitrarie, violenze e abusi di ogni genere ampiamente documentati. Contestualmente, le Ong sono diventate oggetto di una feroce campagna di delegittimazione e criminalizzazione.

Come ribadito dalla stessa Commissaria europea Von der Leyen, โ€œil soccorso in mare non รจ un optionalโ€, bensรฌ un preciso obbligo degli Stati, un obbligo giuridico, quindi, oltre che morale. Come Ong siamo in mare a colmare un vuoto, ma saremmo pronte a farci da parte se lโ€™Europa istituisse un efficace meccanismo istituzionale e coordinato di ricerca e soccorso che abbia come scopo primario quello di soccorrere persone in mare.

Signor presidente, le chiediamo un incontro in cui discutere quali iniziative concrete possano essere assunte dal suo governo, coinvolgendo lโ€™Europa, per garantire interventi coordinati e tempestivi di soccorso, affinchรฉ salvare vite umane torni ad essere una prioritร  e inaccettabili tragedie come i naufragi di questi giorni non si ripetano mai piรน.

๐€๐ฅ๐š๐ซ๐ฆ ๐๐ก๐จ๐ง๐ž, ๐„๐ฆ๐ž๐ซ๐ ๐ž๐ง๐œ๐ฒ, ๐Œ๐ž๐๐ข๐œ๐ข ๐’๐ž๐ง๐ณ๐š ๐…๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐ข๐ž๐ซ๐ž, ๐Œ๐ž๐๐ข๐ญ๐ž๐ซ๐ซ๐š๐ง๐ž๐š, ๐Ž๐ฉ๐ž๐ง ๐€๐ซ๐ฆ๐ฌ, ๐‘๐ž๐ฌ๐ – ๐๐ž๐จ๐ฉ๐ฅ๐ž ๐’๐š๐ฏ๐ข๐ง๐  ๐๐ž๐จ๐ฉ๐ฅ๐ž, ๐’๐ž๐š ๐–๐š๐ญ๐œ๐ก, ๐’๐Ž๐’ ๐Œ๐žฬ๐๐ข๐ญ๐ž๐ซ๐ซ๐š๐ง๐žฬ๐ž

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