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Mentre era in rotta verso la zona di ricerca e soccorso a sud di Lampedusa, nella prima notte di navigazione la nostra nave, la ResQ People, ha ricevuto da Alarm Phone (associazione di volontari che sorvegliano il Mediterraneo centrale) la segnalazione di un barcone in difficoltà con 150 persone a bordo, di cui 20 donne e bambini. L’imbarcazione stava navigando al confine tra la zona maltese e quella italiana.
Abbiamo preso in carico il “mayday”: abbiamo comunicato via e-mail con le autorità maltesi e italiane e abbiamo fatto rotta verso la posizione indicata. La barca in pericolo era a ben 8 ore di navigazione a sud della nostra posizione. Ci siamo diretti al punto indicato alla massima velocità consentita, nella consapevolezza che in situazioni del genere anche i minuti contano.
Fortunatamente, a mezzanotte la Resq People è stata contattata via radio dal centro di controllo (l’MRCC) di Roma, il quale ci ha informato che era stata lanciata un’operazione di search & rescue coordinata fra le autorità italiane, la nostra Resq People e ogni nave mercantile nei paraggi.
Ci è stato chiesto di proseguire la rotta fino al punto mare dove si trovava il barcone in difficoltà e di rimanere a disposizione per un eventuale intervento, in stand by. E così abbiamo fatto, dando piena disponibilità a intervenire, secondo istruzioni, per prestare aiuto, grazie alle dotazioni SAR della nave.
L’intervento di soccorso è stato realizzato, alle 3 del mattino, da una motovedetta della Guardia Costiera Italiana e da un’altra imbarcazione della Guardia di Finanza. È stato chiesto anche il supporto di una petroliera di passaggio che si è prestata a fare da riparo al vento e alle onde per consentire un soccorso più agevole e sicuro. In mezz’ora tutte le 150 persone a bordo dell’imbarcazione in pericolo sono state tratte in salvo.
È un bell’esempio di cosa significa davvero fare ricerca, soccorso e salvataggio in mare, cooperare per salvare: grazie all’operazione congiunta tutti i migranti sono, ora, al sicuro in Italia.
