Ciao care e cari!
È il momento degli auguri ma anche dei bilanci: siamo agli scampoli finali di questo 2025. Un anno che è stato tutto fuorché semplice. In mare, sulle banchine, nelle nostre case, abbiamo avuto ogni giorno la prova che il mondo può essere duro, ingiusto, a volte disumano. Eppure, dentro questo buio, voi avete continuato a tenere accesa una luce: l’idea ostinata che salvare una vita è sempre una buona idea.
Scrivo a chi è volontario e volontaria nelle città, ai gruppi locali, a chi passa le sere a organizzare eventi, banchetti, raccolte fondi, incontri nelle scuole. Scrivo agli equipaggi di terra che reggono la macchina organizzativa, amministrativa, comunicativa. Scrivo a chi è a bordo della ResQ People, in mare, lontano da casa. Scrivo a chi sostiene il progetto con una donazione, una condivisione, una parola detta al momento giusto. Scrivo a tutte e tutti voi, che avete deciso che “stare a guardare” non è più un’opzione. Scrivo a tutte e tutti coloro che fanno parte dello staff. Scrivo a coloro che condividono con me la pesante responsabilità di questa associazione.
ResQ – People Saving People esiste perché esistete voi. Una nave, da sola, è solo ferro, vernice e motori. A darle senso sono le mani che la preparano, le voci che la difendono, i volti che attendono a terra, le persone che ci credono abbastanza da mettersi in gioco, ognuna e ognuno come può. Quando diciamo che è “la nave della società civile”, stiamo parlando di voi, di noi.
In questo Natale non ha molto senso augurare solo serenità, perché sappiamo che, mentre ceniamo con le nostre famiglie, ci saranno persone in mare, in un campo, su una frontiera. Allora auguro soprattutto testardaggine, coraggio, capacità di continuare a indignarsi senza indurirsi. Auguro di non smettere mai di sentire il peso delle ingiustizie, ma di trasformarlo, insieme, in azione concreta.
A chi è a bordo, auguro vento favorevole, rotte sicure, la calma necessaria per decidere in pochi secondi, e la forza di reggere le immagini che resteranno negli occhi a lungo. A chi è a terra, auguro di non sottovalutare mai il valore di una telefonata, di una mail, di un tavolo montato al freddo in una piazza: è da lì che parte ogni missione.
Il regalo più grande che ci siamo fatti, e che possiamo farci ancora, è questo: sapere che non siamo soli. Ogni volta che la ResQ People lascia il porto, insieme alla nave si muove una comunità. Un piccolo popolo fatto di persone diverse, che non la pensano uguale su tutto, ma che sono d’accordo su una cosa semplice e radicale: nessuno merita di morire in mare, nell’indifferenza generale, nessuno merita di essere morso dai cani che gli danno la caccia; nessuno merita di dormire all’addiaccio, in una città scintillante di luci di Natale, nessuno merita di congelare a bordo di un barcone, perché non c’è chi lo soccorra.
Vi ringrazio, uno per uno, per quello che fate e per quello che rendete possibile. Vi chiedo di continuare a esserci, con la vostra presenza, le vostre competenze, il vostro tempo, le vostre critiche e le vostre idee. Non promettiamo miracoli, ma siamo assolutamente certi di questo: continueremo a fare tutto il possibile perché il Mediterraneo sia meno un cimitero e un po’ di più un mare di diritti, continueremo a fare tutto il possibile perché a Trieste le persone migranti si sentano accolte e ascoltate.
Buon Natale a tutte e tutti voi, alle vostre famiglie e alle persone che portate nel cuore. Ci vediamo in porto, in mare, in una sala di periferia, in una scuola. Sempre dalla stessa parte: quella di chi salva.
Non demordiamo mai, non ci rassegniamo mai. Salvare una vita è sempre una buona idea.
Con gratitudine e ammirazione.
Un abbraccio di Buon Natale!
Luciano Scalettari
Presidente ResQ People Saving People
Credits foto: Francesco Cavalli
