La nostra seconda missione

Venerdì 8 ottobre, a poco più di un mese dalla fine della prima missione, la ResQ People è salpata di nuovo verso la frontiera letale del Mediterraneo Centrale.

Sabato 9 e domenica 10 ottobre – A poche ore dalla partenza la ResQ People si è già trovata a dover soccorrere una barca in difficoltà: nella notte tra sabato 9 e domenica 10, dopo una segnalazione arrivata sul Navtex, si è diretta verso un barchino di legno in distress e ha salvato le 59 persone a bordo. Tra loro anche 6 donne, una in stato di avanzata gravidanza, e 17 minori. I sopravvissuti provenivano prevalentemente da Siria, Somalia, Eritrea, Etiopia, Sudan e Egitto; ma anche Yemen, Nigeria, Libia, Gambia, Costa d’Avorio: un terribile atlante di guerre, persecuzioni e povertà. Il barchino di legno su cui si trovavano era partito da Zuwara, Libia, ed era stato in mare per circa 24 ore: non avevano più acqua né cibo, e avevano finito la benzina. In serata, la ResQ People ha chiesto a tutte le autorità marittime competenti un porto sicuro dove sbarcare i naufraghi.


Lunedì 11 ottobre – Abbiamo chiesto l’evacuazione medica di uno dei naufraghi a bordo della ResQ People: un ragazzo con gravi problemi di salute pregressi, che aveva bisogno di un ospedale con urgenza. Abbiamo perciò navigato verso Lampedusa, dove la Guardia Costiera italiana (grazie!) ci ha raggiunto e ha proceduto all’evacuazione del paziente.

La motovedetta della Guardia Costiera italiana arriva alla ResQ People per evacuare un paziente (Foto di Maso Notarianni)

Giovedì 14 ottobre – La ResQ People ha ricevuto l’indicazione di un porto sicuro dove sbarcare i 58 naufraghi ancora bordo e si è diretta verso Pozzallo, dove è arrivata nella tarda serata. A bordo è scoppiata la gioia: per essere stati salvati dall’acqua, per essere stati salvati dall’inferno libico, per la certezza – finalmente – che sbarcheranno in un porto sicuro e che nessuno li riporterà nelle mani dei trafficanti, come invece succede a chi viene respinto.

Venerdì 15 ottobreLa ResQ People ha attraccato al molo di Pozzallo e le 58 persone che erano state soccorse nella notte fra sabato e domenica sono finalmente sbarcate. La nave con il suo equipaggio ha poi iniziato la sua quarantena all’ancora davanti al porto.

Lo sbarco nel porto di Pozzallo (Foto di Maso Notarianni)
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